La bottiglieria del Rigoletto

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Ricordo ancora l’ultima prova prima dello spettacolo… concentrazione pressoché assente, battute saltate e senza alcun segno di umanità, la consapevolezza del fatto che, se lo spettacolo fosse stato quello, avremmo fatto chiudere La Giostra. Insomma già si presagiva un certo schifo… ricordo ancora la mattinata ed il pomeriggio passati, tra un rosario e l’altro, anche a ripassare un poco il copione; ma come al solito la maggior parte dei problemi che ci mettemmo erano stupidi e infondati.

Tutte le luci accese, la folla riempiva la sala, da dietro il sipario si cercavano i propri amici e familiari, brusio, tensione, eccitazione. Poi buio… da quel momento in poi i ricordi scorrono freneticamente, in un susseguirsi di gesti, battute e sguardi non più di attori, di ragazzi che si cimentavano a interpretare, ma di persone e vicende realmente avvenute su quello spazio chiamato “palco”.

Quando si scoprì la verità riguardo a Peluso, una luce accecante investì tutti i presenti che si accorsero di avere di fronte tutte le persone che erano venute per loro, a vedere uno spettacolo che anche se non fu ricordato tra i migliori, rimase di certo nella loro memoria.

Federico Mossa

Christian Macis

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