Ogni giorno – Every Day (USA, 2018)


Regia: Michael Sucsy
Durata: 97 minuti
Genere: Drammatico, Fantasy, Sentimentale
Soggetto: dal romanzo di David Levithan
Sceneggiatura: Jesse Andrews
Interpreti: Angourie Rice (Rhiannon/A), Justice Smith (Justin/A), Jeni Ross (Amy/A)

 

“Ho capito che i miei domani erano diversi da quelli di tutti gli altri.”

 

Come ci sentiremmo se ci svegliassimo ogni giorno nel corpo di una persona diversa? Sembra una situazione surreale, poco verosimile e dunque quasi impossibile da immaginare, per ciascuno di noi. Ma non per A. Lei, o lui, ogni mattina si risveglia nei panni di qualcuno che non è mai la stessa persona, e cerca di combinare meno danni possibili vivendo così la vita di qualcun altro. Stessi gesti, rituali e consuetudinari, che si ripetono giorno dopo giorno.

Ma un mattino come tutti gli altri, A. si ritrova nel corpo di Justin, fidanzato di Rhiannon. Ed è proprio mentre trascorre una giornata con lei che, per la prima volta in 16 anni, sente qualcosa mai provata prima d’allora. Così nei giorni seguenti decide di avvicinarsi a Rhi, ma ogni volta con sembianze diverse.
Fra loro scatta la scintilla, un’alchimia speciale, un feeling mai percepito precedentemente, un’attrazione mentale più forte di qualsiasi altra cosa, persino della paura dell’ignoto e della diffidenza nei confronti degli sconosciuti.

Non è semplice affrontare la quotidianità, soprattutto insieme, se non si ha la possibilità di poter costruire delle fondamenta stabili per un rapporto duraturo; perciò i due si troveranno di fronte ad un bivio, ed A. in particolar modo dovrà scegliere se appropriarsi dell’identità di un altro e provare a vivere finalmente una vita normale.

Se solitamente la visione di un lungometraggio ci trasporta in una condizione spazio-tempo diversa da quella in cui viviamo, “Ogni giorno” è una pellicola che accentua maggiormente questo salto temporale, perché elimina (apparentemente) i nessi di continuità che caratterizzano i rapporti interpersonali.

Il film in questione rispecchia perfettamente la realtà odierna, caratterizzata soprattutto per i giovani dalla fluidità dei rapporti. Questi nella maggior parte dei casi vengono costruiti e alimentati tramite i social, che ormai sono diventati parte integrante della quotidianità e riducono spesso le relazioni a semplice scambio di messaggi, like e storie, distogliendo l’attenzione dal reale contatto umano, elemento fondamentale per la conoscenza profonda fra persone.

Gli adolescenti e il loro mondo vengono rappresentati, mediante la cinepresa, senza mai spingersi oltre i limiti e i confini ancora considerati eticamente accettabili; nessuna allusione alle (normali) pulsioni sessuali tipiche dell’età giovanile, nessun riferimento all’identità di genere di A – che non si riconosce né maschio né femmina per via della quotidiana ‘reincarnazione’. Tuttavia credo che sia forte e preponderante il messaggio che traspare dalla storia, ossia l’importanza, soprattutto per i giovani, della formazione identitaria e personale di ciascuno. Dalle riflessioni che scaturiscono, dai dialoghi fra Rhi ed A., dalla maturità con cui i due ragazzi affrontano la grande sfida del loro amore e dalle scelte compiute, appare essenziale l’unicità dell’esistenza di ognuno.

In un momento storico così difficile, in cui rischiamo di confondere l’ideale con  il reale, Sucsy decide proprio di sottolineare quanto sia giusto ed importante che ciascuno viva la propria vita, senza lasciarsi influenzare dall’armonia (spesso fittizia) di quella altrui; senza lasciarsi dominare dall’apparenza, fisica nel caso di A., che viene quasi snobbata da Rhi, la quale riconosce il vero fascino, quello profondo, che contraddistingue la bellezza d’animo.

Consigliato a chi vuole scovare (o ritrovare) la bellezza della propria esistenza, a chi ha dimenticato cosa significhi essere felice, a chi non si ricorda che gli ostacoli fanno parte della realtà, e che una volta superati diventano i trofei che ci accompagnano nella dura sfida della vita.

Ogni giorno – Trailer Ufficiale 

Annalisa Baranta

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