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| Lo Scarfalietto |
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| Giugno
2000 - Eduardo Scarpetta nasce a Napoli il 13 marzo
del 1853; debutta in teatro nel 1868, si ritira dalle scene
nel 1909 e muore il 29 novembre 1925.” Lo Scarfalietto”
(1881) è una delle sue commedie meglio riuscite, scritta
nel 1881 e ispirata all’opera francese “La Boulè”
di Meilhac e Halèvy. Il personaggio centrale, don Felice
Sciosciammocca, è una delle maschere più frequenti
della sua opera, che esprime in sè i caratteri fondamentali
della commedia napoletana, i quali ricorrono senza dubbio anche
nell’arte di Eduardo De Filippo. |
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Il
primo atto si svolge nella casa di Amalia e Felice Sciosciammocca,
giovani sposi, i quali, a seguito di continui litigi, che vedono
coinvolti anche i loro camerieri, Michele e Rosella, decidono
di separarsi chiamando in causa i loro avvocati, Anselmo e Antonio.
Nelle liti viene coinvolto anche il malcapitato Gaetano Papocchia,
uomo curioso e dal carattere singolare, che si rivolge ai coniugi
per affittare una casa di loro proprietà nella quale
sistemare la sua giovane amante, la ballerina Emma Carcioff.
La scena del secondo atto è ambientata dietro le quinte
del teatro dove lavora Emma, nel quale fervono i preparativi
per il nuovo spettacolo. Qui si reca spesso don Gaetano, che
ricopre di gentilezze la ragazza, non sapendo che la stessa
ballerina è amata anche da Antonio. E qui capitano anche
Felice e Amalia, che pretendono a tutti i costi che Gaetano
diventi loro testimone nella causa di separazione. Nella confusione
generale si inserisce anche Dorotea, moglie di Gaetano, che,
venuta a sapere della storia di suo marito con la ballerina,
è decisa a chiedere giustizia.
Il terzo atto è ambientato in un’aula di tribunale,
dove convengono tutti i personaggi della commedia e dove, dopo
le testimonianze e le arringhe degli avvocati, la giuria potrebbe
proclamare il verdetto finale. Ma nell’atmosfera esagerata
e inverosimile delle storie di Scarpetta tutto è possibile… |
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| La
commedia è stata presentata dal gruppo teatrale “La
Giostra”, nella versione in lingua italiana, il 10 giugno
e il 26 ottobre 2000 presso il Teatro dell’Istituto Salesiano
di Cagliari. |
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Interpreti:
Lucio Careddu (don Felice Sciosciammocca); Laura Affinito
(Amalia, moglie di don Felice); Raffaele Angius (Anselmo,
avvocato di donna Amalia); Emanuele Tanas (Antonio,
avvocato di don Felice); Stefano Anedda (Gaetano Papocchia);
Michela Pani (Dorotea, moglie di don Gaetano); Camilla
Soru e Michela Barbarossa (Emma Carcioff, ballerina);
Claudia Podda (Gennarino, garzone del salumiere); Valentina
Angioni (Rosella, cameriera); Carlo Melis (Michele,
cameriere); Federica Lippi (Direttrice del teatro);
Sara Pusceddu (Carmela, custode del teatro); Stefano
Simbula (Raffaele, presidente del tribunale); Laura
Soma, Silvia Tore e Giulia Vignolo (Cancellieri); Daniela
Orrù, Laura Muzzetto, Paolo Flore, Pierpaolo Marras e
Sara Curreli (Giudici); Rossella Atzori e Roberta Fabbri
(Giacomino, usciere del tribunale); Michela Barbarossa
e Paola Soggiu (Inserviente del tribunale); Silvia
Tore, Roberta Fabbri, Laura Muzzetto, Angelo Gregna, Sara Curreli,
Paola Soggiu e Claudia Podda (Suonatori e comparse). |
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Regia
e Direzione di scena:
Laura Cuccu; Eleonora Sanna. |
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Attrezzerie
e costumi:
Michela Barbarossa; Michela Pani; Rossella Atzori. |
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Responsabile
tecnico:
Guido Cantone. |
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Realizzazione
scenografie e locandina:
Laura Affinito. |
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Organizzazione:
Cristiano Tanas. |
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